non a stranieri”, che parla di Italiani che non affittano casa agli extracomunitari, di altri che danno un lavoro a un Italiano e lo pagano 1000€ mentre allo straniero 500€.
Diverse/i ragazze/i impegnate/i in un percorso sulla diversità...
giovedì 17 marzo 2011
VI SEMBRA GIUSTO?
non a stranieri”, che parla di Italiani che non affittano casa agli extracomunitari, di altri che danno un lavoro a un Italiano e lo pagano 1000€ mentre allo straniero 500€.
mercoledì 16 marzo 2011
IN COSA DOBBIAMO SPERARE?
Purtroppo, diversi fatti accaduti di recente di cui si e' parlato anche nei telegiornali e nei quotidiani sono la chiara evidenza che nessuno dei 4 diritti citati nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del cittadino sia sufficientemente rispettato in Italia. Infatti, gli articoli 1 e 3 sono i più violati dal nostro popolo. Non a caso il misfatto che e' accaduto poco tempo fa lo racconta: un signore cinese e' stato aggredito da una gang di razzisti italiani ed è stato malmenato con dei bastoni. Sfortunatamente, in Italia, cose del genere accadono molto spesso soprattutto nei riguardi di persone provenienti da un altro paese. Quindi, non posso assolutamente dire che il diritto alla vita alle liberta', alla sicurezza e principalmente all'uguaglianza sia concesso a chiunque, anzi al contrario. Gli altri diritti, che credo non siano rispettati del tutto, sono i diritti che si esercitano nel campo economico e sociale. Vi e' realmente un'equa concessione per tutti? Ad esempio, un operaio che lavora in miniera quanto viene stipendiato? Sicuramente meno rispetto ad un impiegato statale, ma per il suo lavoro metterebbe una paga piu' dignitosa. Tutti noi beneficiamo dell' assistenza sanitaria, ma se dobbiamo eseguire un esame specialistico dobbiamo rispettare lunghe file di attesa. L'unico modo per eseguirlo in fretta e' eseguirlo privatamente. Quindi, mi domando, il sistema sanitario in Italia funziona regolarmente, rispettando le esigenze di TUTTI i cittadini? Credo di no. Mia madre lavora in ospedale e spesso mi racconta di alcune persone, specialmente pensionati, costrette a rinunciare ad eseguire esami diagnostici perché troppo costosi.
Vi sono genitori costretti a chiedere finanziamenti bancari per coprire le spese mediche per i propri figli, colpiti anche da gravi patologie. E questa situazione va avanti da diversi anni, e nessun tipo di governo e' stato in grado di cambiarla. Se questo e' vero, la realta' in Italia e' davvero drammatica. E noi giovani in che cosa dobbiamo sperare?
di Luca
martedì 15 marzo 2011
Caparezza - Io Vengo Dalla Luna .
Sentite questa canzone di Caparezza intitolata "Io vengo dalla luna" ha come tema la discriminazione. Per me sono significativi i primi e ultimi versi, in cui dice che la discriminazione non ha senso ("…trovo inopportuna la paura per una cultura diversa”) e in cui descrive come si sente uno straniero che si trova qui: "non è stato facile trovarmi qui, ospite inatteso, peso indesiderato, colpa dei satelliti che trasmettono un benessere non vero”.
Lollo
UNA GOCCIA NEL MARE
Mi è bastato pensare al significato della parola "diritto" e la mia testa brulica
di immagini, di situazioni passate e presenti, di sentimenti contrastanti. Le
immagini riconducono a sanguinose battaglie e a folle esultanti, a uomini
giusti e a fanatici folli, a conquiste e negazioni, a grandi guerre e a piccoli
soprusi, ai deboli e ai potenti, ai poveri e ai ricchi, alla vita e alla morte. I sentimenti sono la rabbia, l'impotenza, il dolore per chi da sempre subisce, il rispetto e l'ammirazione per chi ha messo in gioco la propria vita per un ideale, la gioia e l'esultanza per chi è riuscito ad affermare un proprio diritto. L'articolo due della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo in poche righe racchiude un universo. Tre le parole cardine:"libertà senza distinzione". Ora voglio raccontarvi la storia di Maria Noemi. maria Noemi nasce il 7 agosto 2005 a Roma. Avendo i medici ritardato il parto cesareo, subisce un'asfissia che le provoca gravi danni celebrali. Ora ha la necessità di continue cure e visite medico-specialistiche, di materiale salvavita, che a volte, nonostante le prescrizioni, viene a mancare. Questa piccola è collegate a dei macchinari, senza i quali morirebbe. Molti medicinali che le sono indispensabili sono a pagamento. Il papà di Noemi è un'autista di autobus e la mamma è disoccupata, ma tanto non potrebbe lavorare perché deve assistere la sua bambina. Le spese mensili sono superiori alle entrate, così i genitori sono costretti a chiedere continuamente aiuto ad amici e parenti; si affidano alla generosità del prossimo, organizzano eventi utilizzandone il guadagno per sopravvivere. Ai genitori è stato consigliato di chiudere Maria Noemi in una struttura specializzata, ma loro si rifiutano perché capiscono che l'unica gioia di questa sfortunata bambina è l'amore e la vicinanza dei suoi cari. Certamente non bastano per capire qu nte difficoltà incontra questa famiglia quotidianamente. Ma ora mi chiedo: dov'è la loro libertà e quella di Maria Noemi? Dov'è la loro dignità se per permettere alla figlia di vivere sono costretti ad elemosinare? Dov'è il diritto di questa bambina, già tanto provata dalla vita, ad avere ciò che le spetta senza dover peregrinare da un ospedale all'altro? Purtroppo Maria Noemi è una goccia nel mare... Dov'è il diritto di libertà di un invalido che già imprigionato nel proprio corpo , è costretto a rimanere imprigionato in casa per via delle barriere architettoniche? E dove finisce la sua dignità se è costretto a vedersi sfilare venti autobus davanti prima di poterne prenderne uno adatto alle sue condizioni? Quando si dice che la ricchezza non fa la felicità forse è vero, ma sicuramente la vita di queste famiglie sarebbe molto più semplice... L'articolo della dichiarazione dei diritti dell'uomo sancisce che:" ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente dichiarazione, senza distinzione alcune per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
A malincuore da questo caso e da molti altri si evince che la libertà dell'individuo e la qualità della propria vita sono strettamente legati ad altri fattori: uno di questi la ricchezza.
lunedì 14 marzo 2011
IF YOU REALLY KNEW ME
In classe abbiamo parlato molto degli stereotipi.
Lo stereotipo si ha quando una persona dà un’ etichetta ad altri
operando una generalizzazione. Per esempio: “tutti i cinesi sono mangia-riso”, tutti gli italiani sono dei mafiosi,…
Le persone non possono dimostrare la verità di questi stereotipi
perché non conoscono tutti i Cinesi o tutti gli Italiani.
Abbiamo visto anche un programma su MTV che si chiama “IF YOU REALLY KNEW ME”, parla di studenti alcuni pettegoli, snob, sportivi, popolari, ecc.
Questi alunni formano dei gruppi che si etichettano tra loro:
c’è il gruppo degli “emo”, degli “invisibili”, ecc.
I professori per distruggere i pregiudizi organizzano un’attività con una specie di psicologi. Questi due psicologi per abbattere gli
stereotipi suddividono gli studenti in gruppi e fanno raccontare a ognuno di loro la propria vita. In questo modo una persona capisce che quello che pensa di un’altra persona prima di conoscerla non è vero; capisce che è meglio conoscere una persona invece di prenderla in giro
Per questo possiamo dire che gli stereotipi si possono eliminare
conoscendo.
di Nadia
martedì 8 marzo 2011
Discriminazione...BASTA!!!!
Introduzione:
Molto spesso accade che forme di discriminazione abbiano conseguenze molto più gravi dell'offesa (come nel caso della vicenda raccontata in questo articolo) dove il fatto di non accettare chi è diverso da noi ha portato alla morte di due persone. Ora la domanda sorge spontanea: come si possono spezzare due vite umane solo perchè professano un'altra religione? E come può l'amore fra due ragazzi suscitare tutto questo odio fra i rispettivi genitori?Amarsi non è una colpa e nemmeno lo è credere in un dio diverso! (Elisa)
Chiesa al rogo e due morti al Cairo
Le vittime sono due musulmani dopo violenta lite con un contadino cristiano copto
05 marzo, 14:12
IL CAIRO - Due persone sono morte ed una chiesa è stata incendiata a causa di violenze interconfessionali scoppiate vicino a Helwan, a sud del Cairo. Ne dà notizia l'agenzia egiziana MENA.
I due morti sono un contadino ed un commerciante di frutta musulmani, che hanno avuto un violento litigio, con lo scambio di colpi d'arma da fuoco, con un contadino cristiano copto perché il figlio di quest'ultimo aveva una relazione con la figlia del contadino musulmano. L'episodio, scrive la MENA, è avvenuto nel villagio di Foul, vicino al più grosso centro di Atfih, entrambi nel governatorato di Helwan. Dopo che i due morti sono stati sepolti, nelle ore successive i loro parenti hanno marciato sulla chiesa copta della Vergine, vi sono penetrati e l'hanno devastata, dandole poi fuoco. L'agenzia precisa che durante questi violenti sviluppi non si sono avuti né morti né feriti.
Fonte: www.ansa.it
venerdì 4 marzo 2011
lunedì 28 febbraio 2011
PROPOSTE SUL TITOLO DEL PROSSIMO FILM !!!
Il film parla di due gruppi di ragazzi, un gruppo è composto da ragazzi gay e l'altro è composto da ragazzi etero, che dopo vari episodi divntano amici.....
quindi, se a qualcuno vengono delle idee proponetele !!!!
sabato 26 febbraio 2011
Notizia recente su un caso di discriminazione
Introduzione di Elisa :
<<Spesso di atti discriminatori sono protagonisti anche persone che avrebbero invece proprio il compito di eliminare la discriminazione, come una dirigente scolastica in questo caso, e dare la possibilità a tutti gli studenti di essere trattati alla pari. Per una volta però, fortunatamente, i fatti ci dimostrano che la solidarietà e l’amicizia hanno superato ogni ingiustizia.>>
Ed ora ecco l'articolo...
Lo studente Down? «Escluso dalle gite»
E la classe si ribella
Introduzione di Elisa :
<<Spesso di atti discriminatori sono protagonisti anche persone che avrebbero invece proprio il compito di eliminare la discriminazione, come una dirigente scolastica in questo caso, e dare la possibilità a tutti gli studenti di essere trattati alla pari. Per una volta però, fortunatamente, i fatti ci dimostrano che la solidarietà e l’amicizia hanno superato ogni ingiustizia.>>
Ed ora ecco l'articolo...
«Se non può venire lui alla gita, non verremo neanche noi». Non c’è età per ribellarsi a un’ingiustizia, come insegnano gli alunni d’una scuola media di Catanzaro che hanno protestato contro la dirigente scolastica, la quale non voleva autorizzare la partecipazione alle uscite d’un compagno di classe affetto da sindrome di Down. L’episodio, risalente a una decina di giorni addietro, è stato reso pubblico dall’avvocato Ida Mendicino, responsabile del Coordinamento regionale per l’integrazione. Tutto comincia a gennaio, quando la dirigente si rifiuta di far partecipare Tommaso (il nome è di fantasia) a una giornata d’orientamento in un istituto superiore, perché «non c’era nessuno per accompagnarlo».
La dura protesta della mamma di Tommaso, che aveva quasi occupato la presidenza dell’istituto, provoca l’arrivo delle forze dell’ordine. Quando gli animi si calmano la situazione sembra rientrata. Invece, ricostruisce l’avvocato Mendicino, una decina di giorni fa la dirigente manifesta ai docenti «l’intenzione di non autorizzare in futuro alcuna uscita dello studente affetto dalla sindrome di Down». E si reca nella classe del quattordicenne chiedendo ai compagni di non fargli sapere le date di future gite e uscite, motivando la richiesta con «la scarsa capacità dello stesso ad apprendere a causa della sua infermità genetica». Le parole della preside provocano la reazione dei ragazzi, cui dà voce un’adolescente: la ragazza assicura che avrebbero preferito rinunciare tutti alle gite pur di non veder discriminato il loro compagno.
Nei giorni successivi il nuovo episodio viene a conoscenza dei familiari di Tommaso, che ne informano il Coordinamento regionale per l’integrazione. Immediata la reazione: «Si tratta di un importante segnale di cambiamento in una generazione spesso tacciata d’eccesso d’individualismo e scarso senso di solidarietà – spiega l’avvocato Mendicino –. Un applauso ai ragazzi dell’istituto comprensivo di Catanzaro, che si sono dimostrati vera speranza di maturazione del tessuto sociale rispetto agli esempi che spesso provengono dal mondo dei grandi».
La Mendicino, che è pure consulente nazionale dell’Associazione sclerosi tuberosa, chiarisce che del caso sono stati informati l’Ufficio scolastico regionale e quello provinciale, oltre al ministero dell’Istruzione. E fa notare che proprio nelle ultime settimane, periodo tradizionalmente dedicato all’organizzazione delle gite scolastiche, sono molti i casi simili segnalati in tutta Italia. «Molte volte i pullman non sono dotati dei sollevatori per caricare le carrozzelle, ma spesso i problemi sono provocati dalla mancanza dell’insegnante di sostegno. La normativa – conclude la professionista – prevede che chiunque nell’istituzione scolastica possa rendersi disponibile per accompagnare un disabile. Nelle scuole superiori può farlo anche uno studente maggiorenne». Ma quanti lo sanno?






